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			<title>L'OFFENSIVA/ ULIVO SOSTIENE INVIO TRUPPE ITALIANE</title>
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					<hl1>L'OFFENSIVA/ ULIVO SOSTIENE INVIO TRUPPE ITALIANE</hl1>
					<hl2>Ma resta il dissenso di Verdi e Pdci
</hl2>
				</hedline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>5 NOV 2001</story.date>
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			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 5 nov (Ap.Biscom) - L'Ulivo sosterrà ogni iniziativa
italiana nella lotta al terrorismo condotta nell'ambito della
coalizione internazionale. Lo hanno annunciato Francesco Rutelli
e Piero Fassino, al termine del vertice del centrosinistra, nel
corso del quale è stato definito l'atteggiamento da tenere nei
confronti dell'ipotesi di invio di truppe italiane. Una decisione
presa a maggioranza, ha spiegato Rutelli, con il parere in
dissenso di Verdi e Pdci, e che, secondo il leader dell'Ulivo,
rappresenta "un grande passo avanti perché non c'è più un potere
di veto in capo a ciascun membro della coalizione".  
"Prendiamo tutte le responsabilità necessarie nella lotta contro
il terrorismo", ha spiegato Rutelli durante la conferenza stampa.
Il  leader dell'Ulivo precisa:"Nessuno pensi che adottiamo questa
decisione con spirito leggero. Siamo coscienti dei rischi, dei
costi e delle implicazioni e quindi rispettiamo la posizione di
chi ha sensibilità diverse".
Ma quello che deve essere chiaro è che "non c'è una 'terza
posizione' possibile: o si fa parte della coalizione
internazionale, oppure una terza linea non c'è".
Fassino, peraltro, ha precisato: "Noi non sosteniamo Berlusconi
e il suo governo, ma l'impegno internazionale dell'Italia in un
momento in cui sono in gioco interessi superiori". 
L'Ulivo ha richiamato in sostanza il documento votato lo scorso
9 ottobre durante il dibattito parlamentare. "La nostra posizione
- ha detto Rutelli - è quella che abbiamo espresso nel voto del 9
ottobre e che prima di tutto mette l'impegno
dell'Italia,dell'Europa, e della comunità internazionale nella
lotta contro il terrorismo". Accanto a questo, il centrosinistra
ribadisce il carattere essenziale del ruolo dell'Europa:
"Nell'ambito di un'azione condotta dagli USA - ha detto Rutelli -
l'Europa deve esser un attore fondamentale e concreto".
Inoltre, il leader del centrosinistra ribadisce "la necessità
che l'intervento militare sia effettuato con grande attenzione al
fattore umanitario". "Rutelli richiama la risoluzione presentata
dall'Ulivo la settimana scorsa, per chiedere la creazione di
corridoi umanitari, precisando che "non chiede affatto la
sospensione dell'azione militare, ma che si tenga conto del
fattore umanitario".
Altro rischio da scongiurare è quello del conflitto fra
religioni "le cui conseguenze sarebbero durature e gravissime".
Infine, spiega Rutelli, "non si esce da questa crisi senza aver
risolto il problema palestinese. Nelle ultime settimane, è venuta
una spinta forte in questo senso dalla comunità internazionale,
dagli USA, dall'Europa perché si provveda con una forte
iniziativa internazionale per sospingere i contendenti verso una
soluzione che altrimenti difficilmente potrebbe essere
raggiunta". 
Il fatto che Verdi e Ulivo abbiano confermato una diversità di
posizioni circa l'intervento militare, hanno spiegato Rutelli e
Fassino, non costituisce un problema. Anzi, Rutelli tiene a
sottolineare che si è dimostrato efficace l'accordo raggiunto la
scorsa settimana dalle forze di centro-sinistra di procedere con
decisioni a maggioranza sulle questioni più rilevanti.
"All'interno dell'Ulivo - ha detto Rutelli - Verdi e Pdci hanno
confermato diversità di opinioni, ma l'Ulivo ora ha una sua
posizione, chiara ". Peraltro, ha aggiunto il leader della
coalizione, "se si decidesse per tutti senza ammettere opinioni
diverse non sarebbe democratico, ci accusereste di violare la
costituzione che impedisce il vincolo di mandato per i
parlamentari".
Il "passo in avanti", secondo Fassino, è che  "rispetto al
dibattito di circa un mese fa in Parlamento anche coloro che
dissentono, Verdi e Pdci, riconoscono che la posizione della
maggioranza delle forze dell'Ulivo è legittimamente la posizione
della coalizione".
Fassino invita quindi a non compiere l'errore "dello sciocco che
guarda il dito che indica la luna anziché la luna. Certamente è
un dato rilevante che alcune formazioni dell'Ulivo abbiano
posizioni diverse, e non siamo così sprovveduti da non capire che
servono ulteriori approfondimenti, anche considerando che
l'intervento sarà lungo. Ma resta il fatto che la larga
maggioranza dell'Ulivo condivide un passaggio che è decisivo per
la vita del nostro Paese".
Il segretario in pectore dei Ds insiste nel sottolineare che
"noi abbiamo oggi una posizione dell'Ulivo che non fa mancare
un'assunzione di responsabilità nel momento in cui il Paese sta
per assumere decisioni molto impegnative. Non è così scontato:
nel 1991 gran parte delle forze dell'Ulivo in occasione della
guerra del Golfo non presero la posizione che prendono oggi.
L'Ulivo si assume fino in fondo le responsabilità che derivano da
un passaggio così delicato".
Per questo Rutelli può dire che "l'Ulivo comincia a darsi una
forma in cui non c'è nessun potere di veto in capo ad ogni
singolo partito della coalizione. Al contrario , fino ad ora
siamo stati una coalizione di partiti in cui ognuno diceva quello
che voleva e poi ci si presentava uniti alle elezioni".

</p>
				</block>
			</body.content>
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		<head>
			<title>CIAMPI: L'ITALIA VUOLE LA PACE, MA LA PACE DEVE ESSERE DIFESA</title>
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				<hedline>
					<hl1>CIAMPI: L'ITALIA VUOLE LA PACE, MA LA PACE DEVE ESSERE DIFESA</hl1>
					<hl2>Lo ha detto durante la consegna dell'Ordine militare d'Italia
</hl2>
				</hedline>
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				<dateline>
					<location>Roma</location>
					<story.date>6 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 6 nov. (Ap.Biscom) - "L'Italia vuole la pace, opera per la 
pace; ma la pace, e con essa la libertà, bisogna difenderla".
Carlo Azeglio Ciampi lo ricordato oggi nel corso della cerimonia
di consegna delle decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia. Nel
suo intervento il Capo dello Stato ha lodato la "perizia" che le
Forze Armate della Repubblica "hanno espresso dalla missione in
Libano, nel Golfo Persico, fino a quelle più recenti in Kossovo e
Timor Est".
"Onore militare", ha avvertito Ciampi, "non è una vuota
espressione", ma "richiama un complesso di valori: la dignità
della persona umana; il senso delle istituzioni; la dedizione al
bene collettivo". Si tratta di "sentimenti base di ogni buon
cittadino" che "sono vissuti, devono essere vissuti con
particolare intensità da chi ha fatto la scelta, o è stato 
chiamato, a servire la Patria in armi". 
"E' importante che oggi - ha detto il Capo dello Stato - la
Repubblica renda merito anche a ufficiali e sottufficiali
italiani che hanno operato con eccezionali capacità professionali
in missioni internazionali di pace". L'intera comunità
internazionale, ha aggiunto, "ci riconosce una particolare
capacità di operare in situazioni difficili, dove è necessario
ricreare condizioni di convivenza in territori martoriati da
conflitti e guerré". 
"Per la prima volta da decenni entra nell'Ordine Militare 
anche un sottufficiale", ha sottolineato Ciampi, affermando che
questo rappresenta "un messaggio importante a una categoria che è
parte essenziale delle nostre Forze Armate". 
Per il Presidente della Repubblica ha quindi rimarcato quanto
sia "particolarmente significativo" svolgere questa cerimonia in
giorni in cui "la difesa di quei valori ci chiama a specifiche
responsabilità". L'Italia, ha detto, "vuole la pace, opera per la
pace; ma la pace, e con essa la libertà, bisogna difenderla". 
"Il mio viaggio in Italia mi ha portato, ieri l'altro, 4 
novembre, sui campi di battaglia di Solferino e San Martino; 
ieri a Milano per ricordare Carlo Cattaneo - ha concluso - Quel
24 giugno del 1859, in quelle terre del Garda, fu un giorno in
cui molto accadde per l'unità e la libertà d'Italia, come molto
era accaduto, dieci anni prima, per le strade di Milano. In
quelle  gloriose Cinque Giornate uomini di pensiero, di diritto
come Carlo Cattaneo divennero uomini d'arme". 

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
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		<head>
			<title>COMMEMORAZIONE COLLETTI/ UN MAZZO DI ROSE SUL SUO SEGGIO IN AULA</title>
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			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>COMMEMORAZIONE COLLETTI/ UN MAZZO DI ROSE SUL SUO SEGGIO IN AULA</hl1>
					<hl2>Alle 15 il ricordo alla Camera di Casini e Berlusconi
</hl2>
				</hedline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>6 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 6 nov. (Ap.Biscom) - C'è un gran mazzo di lunghe rose
rosse, avvolte in un ricco nastro tricolore, lì, in uno dei seggi
del settore centrale dell'Aula di Montecitorio,  dove sedeva
Lucio Colletti, il filosofo prima marxista poi deputato di Forza
Italia, scomparso improvvisamente sabato scorso.
Dopo la Camera ardente di ieri ed i funerali di questa mattina,
la Camera tributa questo pomeriggio l'estremo omaggio ad un uomo
difficile, dal percorso culturale complesso, ma che sempre ha
avuto il rispetto e la stima di tutti, alleati ed avversari.
Oggi per Coletti l'onore del ricordo del Presidente della
Camera, Pier Ferdinando Casini, e del Presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, in un'Aula dove quel mazzo di fiori sarà
salutato da tutti, o quasi, i deputati.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
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		<head>
			<title>ITALIA IN GUERRA/ MARTINO: 2.700 ITALIANI PRONTI ANCHE AD ATTACCO</title>
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				<hedline>
					<hl1>ITALIA IN GUERRA/ MARTINO: 2.700 ITALIANI PRONTI ANCHE AD ATTACCO</hl1>
					<hl2>Partiranno solo militari professionisti
</hl2>
				</hedline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>7 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 7 nov. (Ap.Biscom) - E' formato da circa 2.700 soldati 
il contingente che l'Italia ha messo a disposizione per la guerra
contro il terrorismo internazionale. Lo ha comunicato alla Camera
il ministro della Difesa, Antonio Martino, che ha parlato in
particolare di 300 militari dell'Aeronautica, 1.400 della Marina
Militare e di mille dell'Esercito. Martino ha anche affermato che
"tutto il personale impiegato sarà professionale" e che questo
avrà anche compiti d'attacco. 
Come già fatto il 23 ottobre scorso in Commissione Difesa, il
ministro Martino ha esposto alla Camera il contingente che
l'Italia ha messo a disposizione per la lotta al terrorismo. 
Per l'Aeronautica è previsto l'impiego di 6-8 Tornado IDS (che
potranno svolgere attività di ricognizione aerea, operazioni di
interdizione aerea, supporto aerotattico operazioni, missioni di
difesa aerea e di supporto alle missioni contro le difese aeree
nemiche); un velivolo C-130 (con il ruolo di trasporto aereo,
evacuazione sanitaria, aviolancio ed aviosbarco di paracadutisti
e materiale); un velivolo B-707 (con il ruolo primario di
rifornimento in volo e secondario di trasporto aereo ed
avacuazione sanitaria). E' inoltre previsto l'impiego di una
unità per il supporto logistico. Il numero complessivo dei
militari dell'Aeronautica, ha spiegato il ministro, è di circa
300 unità.
Il gruppo navale, che dovrebbe essere inserito nel dispositivo
che opera a nord del Mare Arabico o del Golfo Persico, sarà
guidato dalla portaerei "Garibaldi" su cui sono imbarcati 8
velivoli a decollo verticale AV8B plus e 4 elicotteri SH 3D. E'
poi previsto l'invio di una o due Fregate di scorta ravvicinata
(con imbarcati 3 elicotteri AB 212) e di una unità Rifornitrice
di squadra (con eventualmente imbarcati un elicottero AB212 ed un
SH 3D). Il gruppo navale, con circa 1.400 persone imbarcate, ha
spiegato Martino, potrà tra l'altro svolgere operazioni di
interdizione aerea, supporto aereotattico alle operazioni,
ricognizione aerea, controllo e salvaguardia delle linee di
comunicazione marittime, difesa aerea della Forza Natale.
Per l'Esercito è stato individuato un contingente di circa mille
militari, il cui impiego, ha spiegato il ministro "potrebbe
collocarsi in una fase successiva con compiti di scorta armata e
supporto alle organizzazioni umanitarie". Il contingente è
costituito da un Regimento blindato, due squadroni di cavalleria
dotati di blindo "Centauro" ed una compagnia leggera su veicoli
ruotati protetti; una compagnia del genio; 6 team per la bonifica
di ordigni esplosivi; 4 elicotteri d'attacco A129 "Mangusta"; una
unità di supporto logistico; una compagnia NBC. L'Arma dei
Carabinieri contribuirà infine con una compagnia di paracadutisti
(circa 150 militari) del "Tuscania" che avrà il compito di
operare rastrellamenti e colpi di mano, garantire la sicurezza e
la scorta di convogli e di assicurare la vigilanza e la sicurezza
dei comandi.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>ITALIA IN GUERRA/ INTESA CDL-ULIVO PER DISPOSITIVO IDENTICO</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>ITALIA IN GUERRA/ INTESA CDL-ULIVO PER DISPOSITIVO IDENTICO</hl1>
					<hl2>Due mozioni distinte, ma con la parte finale uguale
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>7 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 7 nov. (Ap.Biscom) - "Abbiamo confermato l'intesa in base
alla quale ci saranno due diverse mozioni che avranno però un
identico dispositivo e saranno diverse nei 'considerata'". Lo ha
detto il segretario in pectore dei Ds, Piero Fassino, dopo un
breve incontro con il ministro per i Rapporti con il Parlamento,
Carlo Giovanardi, il quale pochi istanti prima si era incontrato
con il Presidente del Consiglio.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>DS/ IL CORRENTONE SEMPRE PIU' IN ORDINE SPARSO</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>DS/ IL CORRENTONE SEMPRE PIU' IN ORDINE SPARSO</hl1>
					<hl2>L'opposizione a Fassino rischia di svanire prima del congresso
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
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				<dateline>
					<location>Roma</location>
					<story.date>7 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 7 nov. (Ap.Biscom) - Parte dei veltroniani, ora Nuovi
riformisti, ha votato a favore della risoluzione dell'Ulivo
turandosi il naso. Un gruppetto ha preferito uscire dall'Aula per
non dover mandar giù un boccone che proprio non gradiva. Scelta
comune anche ad alcuni esponenti della sinistra interna, che
però, in gran parte, ha deciso di votare contro: sono stati nove
i deputati della sinistra Ds che hanno votato no alla risoluzione
dell'Ulivo. La crisi internazionale ha travolto il correntone e
ne ha messo a nudo le divisioni interne, prima ancora che il
congresso di Pesaro incoroni ufficialmente Piero Fassino nuovo
segretario dei Ds. E adesso "l'opposizione corposa" di cui
parlava qualche giorno fa Giovanni Berlinguer, chiedendo che la
maggioranza del partito ne tenesse conto, rischia di sgretolarsi
sotto i colpi delle bombe.
Pietro Folena, dopo il voto, ha affermato che "i Ds hanno dato
una grande prova di maturità", probabilmente ciò che voleva Piero
Fassino, non a caso particolarmente soddisfatto oggi pomeriggio.
"Il dissenso è stato limitato - ha detto il segretario in pectore
solo pochi parlamentari dell'Ulivo hanno espresso posizioni
diverse".
Peraltro, da parte di Fassino c'è stato anche un atteggiamento
tollerante nei confronti dei dissidenti: "Si tratta di posizioni
rispettabili, su questioni così importanti". Insomma, sembra
dire, il dissenso emerso oggi non rappresenta una linea politica
diversa ma è l'espressione di questioni di coscienza, appunto
"rispettabili".
Del resto, quello che l'area Fassino temeva era l'emergere di
una vera e propria componente dissidente e polemica a pochi
giorni dal congresso. Cosa che a Montecitorio non è accaduta e
che invece si è in parte verificata al Senato. 
A palazzo Madama, infatti, 14 diessini hanno votato contro
facendo un'unica dichiarazione in Aula. "E' quasi un
sottogruppo", ha subito attaccato Massimo Brutti. "Non dobbiamo
drammatizzare, ma bisogna arrivare ad un chiarimento, dopo il
congresso".
Replica Massimo Villone, uno dei senatori dissidenti: "Noi
poniamo un problema politico, non un sottogruppo. La guerra
durerà a lungo, voglio vedere se continueremo a sostenere il
Governo incondizionatamente".
L'unità del partito, invocata da più parti nelle ultime
settimane, sembra davvero difficile da ricostruire. E il
correntone, a questo punto, deve innanzitutto ritrovare l'unità
al proprio interno.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>ITALIA IN GUERRA/ BERLUSCONI: CONVERGENZA VOTI E' ORGOGLIO PAESE</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>ITALIA IN GUERRA/ BERLUSCONI: CONVERGENZA VOTI E' ORGOGLIO PAESE</hl1>
					<hl2>In Cdm soddisfazione del premier/Lavori si concentrano su guerra
</hl2>
				</hedline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>8 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 8 nov. (Ap.Biscom) - "La convergenza politica delle forze
di maggioranza e di larga parte di quelle di opposizione su una
scelta così delicata ed importante è motivo di orgoglio per il
Paese e per le stesse Forze armate che si apprestano a dare il
loro contributo alla lotta contro il terrorismo internazionale". 
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel
corso della riunione di Governo di oggi. Secondo quanto riporta
la nota ufficiale di Palazzo Chigi, il premier ha manifestato la
propria soddisfazione per l'esito del voto espresso ieri dal
Parlamento sulla partecipazione di contingenti militari italiani
alle operazioni in Afghanistan.
Larga parte dei lavori del Consiglio sono stati dedicati alla
situazione internazionale. Lo stesso Berlusconi ha infatti svolto
una relazione sulla riunione di Londra a Downing Street seguito,
subito dopo, dalle relazioni dei ministri degli Esteri e della
Difesa, per le parti di rispettiva competenza, "sull'intensa
attività svolta negli ultimi giorni in ordine alla crisi
afghana".
Red


</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>A400M/ BERLUSCONI: "SI DECIDE IL 15", MA INTANTO RAGIONA SUL SI'</title>
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		</head>
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			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>A400M/ BERLUSCONI: "SI DECIDE IL 15", MA INTANTO RAGIONA SUL SI'</hl1>
					<hl2>Premier ottimista, Ruggiero raggiante. Sì italiano sui 16 aerei?
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
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				<dateline>
					<location>Roma</location>
					<story.date>8 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 8 nov. (Ap.Biscom) - L'accordo, almeno sulla carta, non
c'è. Le posizioni di Difesa ed Esteri sull'opportunità di dotarsi
dell'aereo da trasporto militare made in Europe, restano ancora
diametralmente opposte. I malumori tra ministri, causa
sovrapposizioni di competenze, immutati. Ma Berlusconi non
dispera, anzi. Fonti accreditate di Governo riferiscono di una
crescente fiducia del premier a chiudere la partita Airbus con
una posizione univoca e favorevole al progetto. Di più:
l'ottimismo del premier punta addirittura ad incassare una
"ritrovata sintonia" nel Governo nel momento stesso della
decisione finale. 
La vicenda dell'A400M, dunque, vive un paradosso politico che
potrebbe veder convergere le diverse anime del Governo (Esteri da
una parte, Difesa e Attività Produttive dall'altra) in una
posizione comune, mantenendo le differenze. Quello fatto
trapelare oggi da Berlusconi, rivelano ancora le stesse fonti,
non a caso è un ottimismo particolarmente enfatizzato dal
ministro Ruggiero che, a chi lo ha visto questa mattina, è
apparso "raggiante".
Dopo la cena di ieri che ha tentato di ricucire lo strappo (una
"missione riuscita" per alcuni dei partecipanti), il premier ha
preferito oggi non aprire un nuovo fronte nel Governo nel timore
che, coinvolgendo altri ministri, questi potessero contribuire ad
ampliare il  "balletto" delle dichiarazioni dei "pro e dei
contro", ingarbugliando ancora di più la matassa. E allora, in
una brevissima comunicazione informale e fuori dall'ufficialità
del Consiglio dei Ministri, Berlusconi ha annunciato che la
riunione di Governo che dovrà esprimersi sull'A400M, sarà il
prossimo, quello del 15 novembre. Alla vigilia, cioè,
dell'appuntamento con l'Europa a Bonn. 
Ma non si profila, secondo altre fonti, solo il rispetto della
scadenza europea del 16 novembre, fino a ieri rimessa in
discussione in quanto "non vincolante", ma addirittura la piena
adesione all'accordo chiuso, più di un anno fa, sulla base di 16
velivoli.
Berlusconi, fanno notare fonti vicine al premier, ha in effetti
oggi un arma in più che lo aiuta sia sul fronte interno che su
quello europeo: i ripensamenti tedeschi sulla quota di
partecipazione al programma. Non solo: la base dell'accordo in
seno al Governo potrebbe essere resa ancora più solida
dall'ampiezza dei tempi che, dal sì di Bonn al termine previsto
per la consegna dell'ultimo aereo, copre quasi vent'anni. Si
riaffaccia allora la possibilità di una diversa articolazione dei
pagamenti (coinvolgendo comunque anche risorse diverse da  quelle
della Difesa) e una nuova ipotesi di "verifiche periodiche" che
l'Italia potrebbe chiedere, "o far chiedere" magari proprio alla
Germania, per eventuali ricontrattazioni delle quote di acquisto
al mutare di condizioni e necessità.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>E' MORTO GIOVANNI LEONE EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>E' MORTO GIOVANNI LEONE EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA</hl1>
					<hl2>Roma, 9 nov. (Ap.Biscom) - L'ex presidente della Repubblica,
</hl2>
				</hedline>
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				<dateline>
					<location>Giovanni Leone</location>
					<story.date>12 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Giovanni Leone, è morto questa mattina a Roma. Leone era nato il
3 novembre 1908 a Napoli.

</p>
				</block>
			</body.content>
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	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>FINANZIARIA/ BERLUSCONI: COLLEGATI ENTRO 15 NOVEMBRE</title>
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			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>FINANZIARIA/ BERLUSCONI: COLLEGATI ENTRO 15 NOVEMBRE</hl1>
					<hl2>Il premier: stiamo lavorando moltissimo
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>9 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 9 nov. (Ap.Biscom) - Il governo sta lavorando a ritmi
serrati per poter presentare entro il 15 novembre, ultima data
utile, i collegati alla Finanziaria. Lo ha dichiarato oggi il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi intervenuto in video
conferenza ad una manifestazione elettorale a Campobasso.
"Stiamo lavorando moltissimo, il governo è impegnato a preparare
i collegati alla Finanziaria da presentare entro giovedì
prossimo", ha detto Berlusconi. In ballo, ha aggiunto il
presidente del Consiglio, ci sono "cose urgenti per il lavoro, la
riforma fiscale e la previdenza". Proprio sulla questione dei
collegati, Berlusconi ha detto di aver dovuto presiedere "una
riunione nel pomeriggio", e di dover continuare "anche stanotte".

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>LA GUERRA IN PIAZZA/ BERLUSCONI: SIAMO TUTTI NEWYORKESI</title>
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		</head>
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			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>LA GUERRA IN PIAZZA/ BERLUSCONI: SIAMO TUTTI NEWYORKESI</hl1>
					<hl2>"Questa solidarietà è il vero tesoro del mondo libero"
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
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					<location>Roma</location>
					<story.date>10 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 10 Nov. (Ap.Biscom) - Silvio Berlusconi si presenta sul
palco a piazza del popolo in uno sventolio di bandiere tricolori
e americane. Le sue prime parole sono un omaggio esplicito a quel
"Ich bin ein Berliner", pronunciato il 26 giugno del 1963 da Jfk
sotto il muro di Berlino: "Con la stessa fierezza, con lo stesso
trasporto tutti gli uomini liberi, oggi, si sentono cittadini di
New York -  afferma Berlusconi tra gli applausi dei 30 mila di
piazza del popolo - Noi siamo qui per dire: siamo tutti cittadini
di New York. E questa solidarieà totale e concreta è il vero
tesoro, è la vera forza del mondo libero". 
Per il presidente del Consiglio il "siamo tutti newyorkesi" non
è solo "un richiamo ideale", dal momento che "la stessa minaccia
grava su tutti i nostri paesi, su tutte le nostre città: finché
non sarà debellata ed estirpata la ferocia del fanatismo
terrorista, su tutti i cittadini del mondo libero incombe lo
stesso pericolo di strage che ha clpito New York".
Quando il 10 settembre i terroristi attaccarono e distrussero le
Torri gemelle, ricorda Berlusconi, "quando abbiamo visto in pochi
minuti incenerire migliaia di vite umane, di civili innocenti,
scelti come bersaglio diretto, abbiamo deciso per sempre: noi non
dimenticheremo". Ecco allora la proposta "per non dimenticare",
come recita lo slogan sullo sfondo del palco: "Da questa piazza
piena di bandiere, di tricolori, di bandiere a stelle e strisce,
lanciamo una proposta: ogni anno, l'11 settembre, la società
civile celebri e difenda la memoria di tutte le vittime del
terrorismo e del fanatismo. Noi lavoreremo perché questo avvenga
nella ricerca 'duratura' di una pace nella giustizia e nella
sicurezza".
Berlusconi ricorda gli "eroi" di quella giornata, i vigili del
fuoco, e li indica come esempio "a chi perfidamente infama
l'America, a chi stoltamente disprezza l'Occidente come una
civiltà moralmente decaduta e al tramonto: di questo eroismo
quotidiano, di questa abnegazione, di questa tensione morale -
afferma il presidente del Consiglio - è fatta l'anima della
civiltà a cui siamo orgogliosi di appartenere". Una civiltà "che
non ama la morte, ma che ama invece difendere la vita e renderla
bella e degna di essere vissuta".
La "fierezza" di far parte della coalizione che combatte il
terrorismo è anche la fierezza di essere europei, parte di
un'Europa che "ha saputo combattere l'inerzia, la paura, il
dubbio. Che ha saputo sbarazzarsi di rivalità nazionali che non
hanno più alcun senso. Siamo fieri - ha aggiunto il leader della
Cdl - perché, in quanto europei abbiamo deciso senza ambiguità di
imprimere un nuovo slancio all'amicizia che ci lega ai figli e ai
nipoti di quegli antichi eroi, di quei ragazzi che sbarcarono in
Normandia, in Sicilia ed ad Anzio, per una missione di
liberazione di lotta contro la barbarie che si era impaadronita
del Vecchio Continente". 
Silvio Berlusconi saluta i militari americani e britannici già
impegnati sul terreno e ricorda che "ad essi stanno per unirsi i
nostri giovani, consapevoli che vanno a difendere i confini della
libertà, della volontà di pace e di giustizia, che sono stati
calpestati e violati". I nostri militari, ha aggiunto Berlusconi,
"sanno che noi siamo e restiamo un Paese pacifico, ed è proprio
per conquistare la pace che portiamo guerra alla guerra". Quei
militari sanno anche che "occorre un grande dialogo nazionale
intorno al concetto della pace e della giustizia, che è il tema
vero del nostro pacifismo non rinunciatario e non egoista".
Il presidente del Consiglio sottolinea poi come "piccole e
rumorose minoranze di guastatori" non siano riuscite a impedire
l'intervento militare italiano, e critica chi, a suo tempo, ha
bruciato la bandiera americana a Roma; Così facendo, dice, si è
"elevato un ridicolo monumento alla faziosità e alla stupidità
umana". Berlusconi non tralascia un commento alla manifestazione
che, nelle stesse ore, si sta svolgendo a poche centinaia di
metri da piazza del popolo, quella dei no-global, verdi e della
sinistra diesse: "Chi ha manifestato invece che contro il
terrorismo, contro chi lo combatte, ha commesso un errore prima
che politico, morale". A tutti gli scettici, "professionisti del
dubbio", a chi dice "che gli americani se la sono cercata", il
presidente del Consiglio risponde: "Noi non saremo mai nella
schiera di chi si chiama fuori, di chi vuol stare al di sopra
della mischia per non assumersi responsabilità che pesano".
Un pubblico omaggio Berlusconi lo fa (per due volte) al capo
dello Stato, richiamandosi a quella "pace nella giustizia" di cui
ha parlato il presidente Ciampi: "Chi ama davvero la pace, come
ha detto Ciampi, deve essere disposto a difenderla quando essa è
messa in pericolo". Un riconoscimento lo concede infine anche
all'opposizione, alla quale vuole dare "pubblicamente atto, alla
sua parte maggioritaria, di aver assunto in questa circostanza un
comportamento responsabile e solidale, che non è in contrasto con
la sua funzione di critica e di controllo degli atti di governo".

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>LA GUERRA IN PIAZZA/NO GLOBAL: SIAMO IN 150.000</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>LA GUERRA IN PIAZZA/NO GLOBAL: SIAMO IN 150.000</hl1>
					<hl2>"Il partito della guerra celebra sua sconfitta a piazza del
Popolo"
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
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				<dateline>
					<location>Roma</location>
					<story.date>10 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 10 nov. (Ap.Biscom) - "Siamo in 150.000, il Movimento è più
forte che mai e si conferma come la vera e sola alternativa al
partito della guerra". Così gli organizzatori del corteo contro
l'offensiva militare in Afghanistan e il Wto festeggiano dal
palco di piazza della Bocca della Verità la loro manifestazione,
"lanciata il giorno dopo l'omicidio di Carlo Giuliani a Genova". 
Diverse componenti del laboratorio della Disobbedienza sociale,
nato dalle ceneri del Genoa Social Forum confermano la stima
sull'affluenza al corteo, che si proclama vittorioso sul "partito
della guerra, che oggi a piazza del Popolo celebra la sua
sconfitta" come grida dal palco una ragazza del Social Forum
romano.
"Chi ha votato in Parlamento l'intervento militare non
rappresenta il sentimento di pace di questo paese: sono in
minoranza e devono andarsene, come deve cessare la guerra subito"
continua la voce dal palco, che precede i concerti della
serata."Il movimento oggi celebra la solidarietà fra i popoli e
l'antirazzismo" come sottolineano le voci no global riunite sotto
la pioggia.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>L'OFFENSIVA/ RUGGIERO: RIFLETTERE SU FUTURO DELL'AFGHANISTAN</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>L'OFFENSIVA/ RUGGIERO: RIFLETTERE SU FUTURO DELL'AFGHANISTAN</hl1>
					<hl2>C'e' preoccupazione per avanzata Alleanza del Nord su Kabul
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
				<distributor>Ap.Biscom</distributor>
				<dateline>
					<location>New York</location>
					<story.date>11 nov 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
New York, 11 nov. (Ap.Biscom) - Le notizie che giungono
dall'Afghanistan di una rapida quanto inaspettata avanzata
verso Kabul dei mujahidin dell'Alleanza del Nord cominciano a
preoccupare la comunita' internazionale. Secondo le ultime e
confuse informazioni, infatti, i talebani sarebbero in rotta ed i
guerriglieri del Fronte unito, dopo aver conquistato
Mazar-i-Sharif si troverebbero ormai a soli 18 chilometri dalla
capitale. 
L'evoluzione della situazione militare sul campo, ha spiegato
oggi il ministro degli Esteri Renato Ruggiero prima del suo
intervento in occasione della 56 sessione dell'Assemblea Generale
dell'Onu, "proccupa molto" soprattutto il governo pachistano, da
sempre avversario dell'Alleanza del Nord e sostenitore dell'etnia
pashtun. Proprio ieri, a New York, il presidente pachistano
Pervez Musharaf aveva ottenuto l'appoggio del presidente
americano George Bush, dettosi contrario all'entrata a Kabul di
solo una delle forze che combattono con il regime degli studenti
islamici. 
Ma, in questa fase, le preoccupazioni di Islamabad sono
condivise da tutta la comunita' internazionale, che intravvede
rischi di "contraccolpi violenti" in una situazione gia'
delicata, visto che non esistono certezze riguardo il rispetto
dei diritti umani nelle zone gia' conquistate dai mujahidin. In
questo quadro si pone poi la posizione dell'Iran che, a
differenza del Pakistan, appoggia e finanzia da sempre i
guerruglieri dell'Alleanza del Nord. 
Premettendo che sul dossier Afghanistan esiste una "posizione
comune" in seno all'Unione Europea, Ruggiero ha spiegato che
l'obiettivo della comunita' internazionale deve essere quello di
"facilitare" la soluzione dei problemi invece di "renderli piu'
complessi". In questo senso, ha ammesso, "l'avanzata del Fronte
Unito e' un elemento che potrebbe rendere piu' difficile la
composizione del conflitto". Se poi fosse impossibile convincere
i mujahidin a non conquistare da soli a Kabul, ha aggiunto il
capo della diplomazia italiana, allora l'auspicio e' che cio'
avvenga "in condizioni di sicurezza".
In ogni caso, a due mesi esatti dagli attentati a New York e
Washington ed a cinque settimane dall'inizio dei bombardamenti,
per Ruggiero e' giunto il momento di avviare una riflessione
sull'Afghanistan e sui modi per raggiungere l'obiettivo finale,
che e' l'eliminazione del regime dei talebani. A chi gli
domandava se, ad oggi, vedesse un rafforzamento o un
indebolimento del fronte contro il terrorismo, il capo della
diplomazia italiana e' stato chiaro: "vi sono elementi che
possono portare a pensare che ci sia persino un rafforzamento
della coalizione internazionale - ha spiegato - ma ci sono
elementi che portano a pensare che la coalizione sia oggi sul
punto di chiedersi dove deve andare". In questo senso, ha
aggiunto, e' "molto importante" che l'offensiva dell'Alleanza del
Nord avvenga mentre a New York sono riuniti i leader di molti
Paesi, che hanno cosi' l'opportunita' di incontrarsi e discutere
del futuro dell'Afghanistan.
La lotta al terrorismo internazionale, ha poi ammonito Ruggiero
nel suo intervento all'Assemblea Generale, non potra' comunque
dirsi conclusa con l'eliminazione del regime dei talebani. Per
delineare una credibile strategia globale per sradicare il
terrorismo, ha sottolineato, e' necessario dare soluzione alle
crisi regionali piu' delicate. Ed in cima a questa lista, ha
ricordato il ministro, c'e' il Medio Oriente e l'Italia, sia con
la propria iniziativa, sia all'interno dell'Unione Europea sta
operando per creare le condizioni per porre fine alle violenze e
ad un reale ritorno al negoziato per una pace duratura e
complessiva nella regione". Una pace, ha piegato Ruggiero, che
dovra' al contempo garantire ai palestinesi la creazione di un
proprio Stato e ad Israele il diritto a vivere in pace 
ed in sicurezza all'interno di frontiere riconosciute
internazionalmente.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
	<nitf>
		<head>
			<title>IL MOLISE TORNA OGGI ALLE URNE PER LE ELEZIONI REGIONALI</title>
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		</head>
		<body>
			<body.head>
				<hedline>
					<hl1>IL MOLISE TORNA OGGI ALLE URNE PER LE ELEZIONI REGIONALI</hl1>
					<hl2>Iorio (Cdl) e Di Stasi (centro sinistra) di nuovo a confronto
</hl2>
				</hedline>
				<byline>Red</byline>
				<distributor>Ap.Biscom</distributor>
				<dateline>
					<location>Roma</location>
					<story.date>11 NOV 2001</story.date>
				</dateline>
			</body.head>
			<body.content>
				<block>
					<p>
Roma, 11 nov. (Ap.Biscom) -  Il Molise torna oggi alle urne
per eleggere Presidente e Consiglio regionale. I candidati a
confronto sono, ancora una volta, Giovanni Di Stasi, per il
centro sinistra e Michele Iorio, per la Casa delle Libertà. 
La competizione tra i due torna a ripetersi dopo che, con una
sentenza del primo marzo scorso, il Tar del Molise annullava le
elezioni regionali dell'aprile 2000. Allora vinse di Stasi ma il
Polo fece ricorso per presunti brogli nella presentazione delle
liste. 
Il Tar ha riconosciuto irregolarità, ovvero, "illegittima
ammissione alla consultazione di talune liste di candidati e
partiti" e la sua decisione è stata confermata, in secondo grado,
anche dal Consiglio di Stato, lo scorso 18 giugno. Circa un mese
dopo il Consiglio dei ministri, ha lasciato in carica Di Stasi,
ma solo per l'ordinaria amministrazione. Poi l'indizione delle
nuove elezioni da parte del Commissario di Governo. 
Data fissata, appunto, per l'11 novembre. Oggi sono chiamati a
votare 319 mila 114 elettori. La provincia di Campobasso conta
259 seggi, 127 invece quelli in provincia di Isernia. Si voterà
per il Presidente e per il Consiglio regionale. In base alla
legge elettorale del '95, 24 dei 30 consiglieri (quattro quinti)
saranno eletti con il sistema proporzionale sulla base di liste
provinciali e 6 (un quinto) con il sistema maggioritario sulla
base di liste regionali. I seggi saranno aperti dalle 6 e 30 alle
22. Lo spoglio inizierà alle 7 di domani.

</p>
				</block>
			</body.content>
		</body>
	</nitf>
</flusso>
